L’ANTIBIOTICO RESISTENZA, I RISCHI DAI PAESI EXTRA-UE E IL RUOLO CRUCIALE DEI DIPARTIMENTI PREVENZIONE DELLE ASL

In un servizio sanitario nazionale che va speditamente verso una sempre maggiore compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini, la sanità pubblica e la prevenzione primaria sono l'ultimo baluardo di universalismo. Tutelare la salute di tutti e di ciascuno, però, sembra essere un interesse in declino da parte del governo e delle amministrazioni regionali. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl, infatti, sono sempre più ignorati e smontati per fare cassa, le professionalità mediche e veterinarie dei servizi di prevenzione sono bypassate a favore di organi di vigilanza e repressione di costo inferiore e di presa più emotiva sull'immaginario collettivo. Un po' come ai tempi di tangentopoli, quando si facevano tintinnare le manette ma non si affrontava in modo chirurgico il sistema su cui poggiava la corruzione della politica - e oggi ne registriamo la resistenza, oggi su sicurezza alimentare, antibiotico resistenza, incidenti sui luoghi di lavoro e inquinamento ambientale si sentono snocciolare i numeri degli interventi di repressione di Nas, Corpo forestale, capitanerie e di altri benemeriti organi di vigilanza e repressione sulle attività illegali e dolose, ma non si mette mai in luce il costante e continuo lavoro di analisi dei rischi e rimozione delle cause, di miglioramento degli standard operativi, di educazione alla salute fatto dai dipartimenti di prevenzione. I Dipartimenti di prevenzione delle Asl assicurano una mole di interventi preventivi decisamente più consistente e soprattutto operano con elevata competenza medico veterinaria a correggere strutturalmente e in modo risolutivo i comportamenti errati e le malpractice. Se negli ultimi anni - come conferma la ministra Lorenzin - si è ridotto del 30% l'uso degli antibiotici negli allevamenti con conseguente minor rischio di antibiotico resistenza molto, se non tutto, dipende dalla prevenzione veterinaria sul benessere degli animali e sulle tecniche di allevamento che hanno cambiato positivamente le modalità di sfruttamento zootecnico. Se gli alimenti italiani sono un simbolo mondiale del Made in Italy e hanno un valore economico straordinario, considerato che la loro salubrità è il prerequisito fondamentale rispetto alla qualità, vuol dire che il sistema sanitario che produce sicurezza alimentare funziona e molto dipende dalle buone pratiche che vengono monitorate costantemente dai dipartimenti di prevenzione sino dalle condizioni dell'acqua, dell'aria e dell'ambiente in cui si esercitano dall'agricoltura e la zootecnia. Un continuo monitoraggio dei rischi che possono alterare i processi produttivi e dare alimenti adulterati comporta forti investimenti di innovazione e ricerca che i dipartimenti di prevenzione stentano a poter realizzare per una cronica sottovalutazione del loro ruolo. Siamo all'inizio di un processo esponenziale di globalizzazione alimentare e dopo Expo 2015 assisteremo ad una ancora maggiore circolazione di alimenti di origine extracomunitaria. E' indispensabile quindi che le importazioni di materie prime e di alimenti già trasformati e confezionati avvengano alla luce di metodologie di indagine e certificazione sanitaria che dobbiamo mantenere al massimo livello di efficacia e attendibilità scientifica. Quando l'Oms dice che è necessaria un'azione internazionale coordinata per affrontare le antibiotico resistenze, ponendole come questione prioritaria per gli organismi delle Nazioni Unite, dice in sostanza che occorre alzare l'asticella delle garanzie esigibili dai nostri partner commerciali per generare a ritroso una moralizzazione nell'uso degli antibiotici anche nei paesi extra Ue con i quali siamo intratteniamo relazioni di import export. Occorre quindi avere strumenti tempestivi e scientificamente attendibili per identificare i residui di farmaci oltre che i patogeni per l'uomo in tutte le partite a cominciare da quelle importate che i nostri stabilimenti alimentari trasformano in prodotti Made in Italy eccellenti. Se la sicurezza alimentare e la protezione dei consumatori si potessero ottenere solo comminando occasionalmente sanzioni e distruggendo qualche partita anomala avrebbero ragione gli amministratori che stanno ignorando la prevenzione e con essa i Dipartimenti di prevenzione delle Asl che - per legge ma sempre con meno mezzi - sono le autorità sanitarie locali deputate a garantirla. Noi riteniamo che Expo 2015 debba mettere in moto anche un forte rilancio della mission, della multi professionalità, delle potenzialità tecnico scientifiche dei Dipartimenti di Prevenzione e dei laboratori di riferimento per dare ai consumatori efficacia preventiva, trasparenza e fiducia nelle istituzioni sanitarie.

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